Al “Villaggio” si lavora per la nuova chiesa grazie a Don Vincenzo Faustinella.
Due giorni di festa, in tutta Italia, per il 4 Novembre in onore delle Forze Armate: quello che tutti avevano sempre sperato ma che non arrivava mai: finalmente la bella novità. Molte cose cambiano nel mondo in questo anno 1950. Il 17 Gennaio l’Onu affida all’Italia gestione, per dieci anni, della Somalia. Il 15 Febbraio festa grande per il Cinema: Walt Disney mostra al mondo intero un capolavoro senza tempo: il film di animazione Cenerentola. Tra Marzo e Aprile continuano le manifestazioni, nella penisola, per i terreni abbandonati e non coltivati tanto che il Consiglio dei Ministri detta disposizioni alle Forse dell’Ordine per intervenire energicamente ove fosse necessario.
Il 30 Aprile a Celano si registrano due morti tra i dimostranti. Anche lo sport vive giornate importanti. Il 13 Maggio a Silvestone si disputa il primo GP di Formula Uno di automobilismo: vittoria dell’italiano Nino Farina su Alfa Romeo. Mentre il 16 Luglio c’è la finale dei Mondiali di calcio in Brasile dove i padroni di casa vengono clamorosamente battuti dall’ Uruguay di Ghiggia e Schiaffino.
Il 27 Agosto si toglie la vita lo scrittore Cesare Pavese mentre il 21 Ottobre finalmente viene approvata la riforma agricola che prevede l’espropriazione delle terre incolte. Si ferma così la protesta dei manifestanti. E proprio il 5 Novembre grande exploit sportivo, in apnea, del nostro connazionale Raimondo Bucher che sfidato dal palombaro Umberto Amendola, a Napoli, scende a meno trenta metri sotto il livello del mare per raccogliere dalle mani dello stesso sommozzatore una scatoletta di latta come testimone dell’avvenuto successo.
E al Villaggio? Grandi cose: finalmente si lavora per la Chiesa con Don Vincenzo grande artefice affiancato da gruppi di lavoro e una massiccia organizzazione ma bisognerà, poi, aspettare il 21 Maggio dell’anno successivo per avere il riconoscimento ufficiale da Chiesa e Stato. Due giorni di festa (quel 5 Novembre) con visite , soprattutto, all’Aeroporto Comani per celebrare le Forze Armate. Tra i campi, nelle scoline e canali, ecco un gradito ospite: il granchio! La mattina andavano tutti, anche i bambini, con ceste e pentole a farne buona scorta. Mia Nonna Stella raccontava che erano molto buoni anche e soprattutto alla brace. Intanto tra gli scolari andava di moda, per colazione durante la ricreazione a scuola, lo sfilatino con la mortadella. O in alternativa la ceriola. Era un modo come un altro per distinguersi da chi, invece, usava le fette di… pane.
Tra le letture quotidiane, per poche famiglie in verità, era di gran lunga primo Il Messaggero seguito da Il Tempo mentre sempre ”l’aradio” era la regina dell’ informazione. Per la musica, infine, se la battevano: La Raspa cantata da Nilla Pizzi, Rosso di Sera dalla voce di Claudio Villa, Che mele! di Lidia Martorana, Me so ‘mbriacato ‘e sole di Roberto Murolo, Nella vecchia fattoria del Quartetto Cetra e Angeli Negri (che successivamente diventerà cavallo di battaglia negli ani 80 di Fausto Leali) cantata da Don Marino Barreto jr. Ma il top era: Lo stornello del marinaio con la voce di Luciano Tajoli.