Al Villaggio primi incontri amorosi tra “marocchini” e “cispadani”. Nella musica impazzano Claudio Villa e I Cadetti di Guascogna.
Anno intenso quello del 1949. Marcia spedita, in ogni settore, ed economia che cresce. Ma non sono tutte rose e fiori: qualche focolaio di guerra è ancora acceso. Ma vediamo, in sintesi, i fatti più importanti: data storica il 4 Aprile (non perché sia anche nato io quel giorno) con la firma di dodici paesi, tra cui l’Italia, per l’istituzione del Patto Atlantico. Altre notizie di grande spessore riguardano La Tragedia di Superga dove scompare il Grande Torino, il Siam che diventa Thailandia, nasce la Repubblica Federale Tedesca, inizia il Regime Apartheid in Sud Africa, l’Unione Sovietica fa esplodere la sua prima bomba atomica in un deserto kazako ma, soprattutto, in Italia finalmente viene abolito il razionamento di pane e pasta. Proprio in Italia, però, iniziano alcuni malumori per le terre abbandonate.
Si registra il “cessate il fuoco” in Grecia dove il segretario generale del Partito Comunista Nikolas Zachariadis annuncia la fine della guerra civile e su quanto successo in Cina dove, in Piazza Tienanmen a Pechino, viene proclamata la Repubblica Popolare Cinese con a capo Mao Tse Tung, due notizie, poi, sconvolgono l’opinione pubblica. La prima riguarda l’immatura morte causa incidente aereo dell’ex campione del mondo di pugilato, pesi medi: il francese Marcel Cerdan. Mentre la seconda, ancor più drammatica, riguarda la strage di Melissa in Calabria dove alcuni braccianti manifestando sul fondo Fragalà, per occupare e mettere a frutto le terre incolte del barone Berlingeri, vengono contrastati energicamente dalle forze dell’ordine. Muoiono tre cittadini (Antonio Zito 15 anni, Francesco Nigro 29 anni e Angelina Mauro 23 anni deceduta, qualche giorno dopo la sparatoria, proprio alla vigilia delle nozze) e un numero imprecisato di animali, per lo più bovini e cavalli.
E al Villaggio? Tante novità! Iniziamo col dire che domenica 2 Ottobre finalmente venne disputata la famosa partita tra scapoli e ammogliati. “ Un vero teatro – mi confessò candidamente qualche anno fa il compianto Arturo De Angelis – da una parte i giovani, che almeno avevano visto dal vivo qualche partita del Latina, dall’altra signori attempati che correvano tutti dietro al pallone. Le comiche! Ognuno si presentò con abiti e scarpe che aveva disponibili e per fortuna che il pallone venne prestato dagli avieri dell’aeroporto altrimenti sarebbe stato un altro fiasco”. Sorvoliamo, ovviamente, sul risultato. Intanto per le cose di un certo spessore un caso di “afta epizootica”, in un vitello a Piscinara, manda in allarme l’intero mondo contadino della zona. Tutti a disinfettare, allora, le stalle con calce viva. Dopo questo episodio (sempre dai racconti di nonna Stella) in molti poderi vengono scavate delle buche quadrate dove gettare la calce viva per disinfettare ma anche costruire.
Intanto al Villaggio si affaccia, scendendo dalla contrada Crocefisso di Bassiano, un amico di tutti : <zzì Luiggi Sarallo>, cugino di mia nonna Stella, che portava in pianura castagne, bastoni per la vigna, funghi e olio con le due bisacce poste in groppa al suo somarello. Più avanti l’avrei conosciuto anch’io. Di solito passava il mercoledì. Per la cronaca si registra anche una accurata lettera di Don Vincenzo Faustinella al vescovo Navarra di Terracina per informarlo del costituito Primo nucleo della Azione Cattolica del Villaggio e di tutte le attività allo studio. Il tutto in attesa della definizione dei confini (che verranno poi stabiliti il 19 Marzo del 50 con l’assegnazione del nostro borgo a al territorio castellano) tra le diocesi di Terracina e Velletri.
Intanto si presenta alla ribalta un personaggio, diventato poi grande riferimento per tutti, e non solo per i canti in Chiesa e i matrimoni: il tenore Antonio Finocchi. Ma di lui ne parleremo successivamente insieme con alcuni allievi della banda musicale di Latina. Per le cose frivole, grazie anche alla bicicletta che permetteva di spostarsi agevolmente, iniziano i primi approcci amorosi tra i numerosi abitanti dei poderi con la “corte” alla sorelle degli amici. Via Carrara, Gloria e Piscinara da una parte, coloni di Caetani dall’altra e quelli di Scatafassi nell’altra ancora. Ci vorrà poi qualche anno per mescolare le razze con matrimoni tra “marocchini e cispadani” come venivano definite, per burla, le etnie presenti nell’ex palude! Per quanto riguarda il divertimento è sempre “l’aradio” a tenere banco. Oltre alle canzoni anche il calcio domenicale, con le famose radiocronache della serie A di Nicolò Carosio, ha il suo spazio. E che spazio! Per le canzonette si torna a cantare italiano e molti sono i motivi in voga. Tra questi: Luna verde di Flo Sandon’s, Avanti e indré di Nilla Pizzi, Lo Stornello del marinaio di Luciano Tajoli, Acquarello napoletano di Oscar Carboni, Qui sotto il cielo di Capri di Claudio Villa ma la più orecchiabile, la più ricercata, senza ombra di dubbio: I Cadetti di Guascogna dalla voce di Clara Jaione. La cantavano proprio tutti.