Scuole chiuse e sei territori in tilt per la nuova interruzione idrica. E intanto le associazioni dei consumatori…
Ci risiamo: domani (2 aprile) resteranno a secco i rubinetti di sei comuni della provincia pontina, capoluogo compreso. Per l’esattezza il flusso idrico sarà interrotto dalle 14 fino alle 7 del mattino successivo negli interi comuni di Sabaudia e Pontinia e in buona parte di Latina, fatta eccezione per lo Scalo, le Ferriere e i borghi Bainsizza, Sabotino, Montello, Santa Maria, Carso e Podgora. Il disservizio riguarderà anche la zona della Migliara 46, a Sezze, le località di Colle La Guardia e via Mediana Vecchia a Terracina, borgo Montenero e la zona bassa di San Felice Circeo. L’interruzione si renderà necessaria per lavori su una nuova rete a Sabaudia e per tre interventi in parallelo che Acqualatina attiverà sulla condotta principale che serve l’intera pianura pontina. Vista la mancanza di acqua, il Comune di Latina ha disposto la chiusura anticipata di tutte le scuole di ordine e grado e con tutta probabilità lo stesso provvedimento sarà applicato negli altri territori coinvolti.
Il gestore ha comunicato che i lavori per la nuova condotta, per un investimento di 18 milioni di euro e con attivazione prevista per il prossimo giugno, permetteranno di rimediare alle interruzioni causate da perdite e malfunzionamenti, ottimizzando il servizio e riducendo drasticamente le dispersioni. Riguardo alla nuova condotta per Sabaudia e San Felice Circeo, invece, verrà effettuato un collegamento di circa 1,7km di rete adduttrice e distributrice in zona Bella Farnia, per una spesa di quasi 800mila euro provenienti da fondi Pnrr.
Nonostante queste cifre altisonanti e questi promettenti annunci, Acqualatina resta nell’occhio del ciclone e non solo per le critiche degli utenti, con attività e ristoratori costretti ancora una volta a chiudere i battenti per le interruzioni idriche. Le polemiche continuano a riguardare infatti l’annosa questione delle tariffe, ritenute dalle associazioni dei consumatori tra le più alte in assoluto. Lo affermano in una nota Adicu, Assoconfam, Codacons, Codici, Federconsumatori e Fedicons, ponendosi in netta contrapposizione con quanto affermato da “Cittadinanza Attiva” in un recente studio che avrebbe certificato un importo medio di 370 euro a famiglia con un costo diminuito del 22,5% rispetto alla rilevazione precedente:
“Alle scriventi Associazioni risulta che non soltanto che la tariffa idrica di Acqualatina sia tra le più alte, ma che dal confronto delle tabelle relative all’andamento delle tariffe approvate dalla Conferenza dei Sindaci, ossia dei rappresentanti dei 38 Comuni che costituiscono l’ATO4 Lazio Meridionale, esse non hanno mai subito decrementi. Allo stesso modo anche per quest’anno 2025 la tariffa, per quanto riguarda le utenze domestiche, non diminuirà ma aumenterà ed aumenterà in misura del 6,65% relativamente alla Tariffa base, ed dell’8,96% circa ciascuna per quanto concerne la prima, la seconda e la terza eccedenza. Inoltre, pochi giorni fa abbiamo appreso dagli organi di informazione del monito della Corte dei Conti sulla risorsa idrica gestita da Acqualatina, rilevando troppi sprechi e pochi investimenti. Proseguendo la lettura la Corte afferma che “nel Lazio, e in particolare a Latina, le tariffe sono tra le più alte, ma non sempre giustificate da un servizio di pari livello”.