La Giunta ha approvato il primo stralcio del progetto “A Gonfie Vele”: spiragli in arrivo per il restyling dell’intera zona.
Un colosso in bella mostra, si fa per dire, in uno degli accessi più trafficati ed esposti del capoluogo. E’ l’ex Icos, un gigante di cemento incompleto e degradato, acquistato all’asta dal Comune di Latina 22 anni fa e rimasto in (perenne) attesa di ristrutturazione una volta tramontato il progetto di trasformarlo in nuova sede della Guardia di Finanza. Ora sembra che finalmente qualcosa si muova attorno a questo spiacevole biglietto da visita per Latina, a ridosso della Pontina e alle spalle delle rotatorie per viale Kennedy e viale Le Corbusier. La Giunta comunale ha infatti approvato il progetto “A Gonfie Vele” per la demolizione e ricostruzione dell’immobile: un intervento mirato a riqualificare l’intera area consegnando servizi e spazi ai residenti. Il via libera è partito per “la linea tecnica” da adottare per abbattere il fabbricato e realizzare alloggi di edilizia residenziale pubblica e aree da destinare a pubblica utilità. Il sindaco, Matilde Celentano, ha definito l’opera “un momento storico per l’intera città, un intervento di rigenerazione urbana di portata nazionale, visto l’importo finanziato allo scopo tra i più alti di Italia”.
A questo punto il dirigente del dipartimento XIII Territorio e rigenerazione urbana, l’architetto Paolo Cestra, ad approvare con atto separato gli elaborati esecutivi, tenuto conto delle eventuali integrazioni e/o modifiche richieste dagli enti preposti al rilascio dei pareri obbligatori. Dal Comune è arrivata comunque una rassicurazione: si conta di riuscire a rispettare la tempistica richiesta!
Ulteriori dettagli sono stati descritti dall’assessore all’Urbanistica, Annalisa Muzio: “Con la demolizione dell’ex Icos, di proprietà comunale e rientrante nell’accordo sottoscritto con l’Ater (soggetto attuatore del Pinqua), si dà il via al primo stralcio del progetto ‘A gonfie vele’, finanziato con i fondi del Pnrr. Abbiamo superato in questo modo le criticità riscontrate dalla direzione generale del Ministero delle infrastrutture ad ottobre del 2024, relativamente ai target previsti dal Piano di ripresa e resilienza per quanto riguarda il programma Pinqua nel suo complesso. A seguito di una lunga interlocuzione con il Ministero e con l’Ater, si è convenuti di procedere a stralci”.